Buona la prima

Antipasto di supplì bollenti. Sugo robusto al sapore corsaro e dita che scottano quanto la pelota fra i piedi giallorossi. A seguire polenta e osei, elaborata e a rischio brutta figura, alla fine tutto liscio nonostante un piccolo grumo etneo, e tortelli d’erbetta dal sapore deciso. Sarà il piatto della stagione, buoni anche d’estate, già pronti ad essere esportati in Europa. Terzo primo – come il posto in classifica – trenette al pesto, verdi di rabbia biancoazzurra.

Ricca carrellata di secondi: focaccia salentina, divorata in quattro (quelli fatti) e quattr’otto (quelli sfiorati) da fame diavolesca, e burrata della Murgia, fresca e leggera per i figli di San Nicola, blu e indigesta per la banda della Pantera Rosa.

Critici i gourmet sui contorni: insipidi pomodori pachino privi delle tipiche personalità isolane. Il tutto lambito da un Chianti poco ossigenato e dal sapor di tappo.

Piatto forte della serata, un dessert da spot: “Superlativa crema al mascarpone fa dimenticare la superbia del superbo panettone che l’accompagna.

Gpg/lp

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