Va bene Cassano-Pazzini. E’ la prospettiva Viviano, però, a risvegliare in qualche modo la mia curiosità estone.
Stasera a Tallinn la nazionale di Prandelli fa il suo esordio nelle qualificazioni a ucrainopolonia 2012. Davanti la Sampdoria. A parare Sirigu. O, forse, Viviano del Bologna. Appunto.
Intanto l’ander 21 – parlo come mangio – di Casiraghi è in Bosnia, a Sarajevo, per giocarsi un dentro o fuori europei+olimpiadi. Per sfangarla va bene tutto, ha asserito il ctbomber, anche portarsi l’amuleto. Detto fatto. Sacchi Arrighe, neo coordinatore delle nazionali giovanili, che a Sarajevo nel ’96 (con Casiraghi in campo..) giocò e perse la sua ultima partita da ct degli azzurri. Ma quella, a guardare tempi e luoghi, era decisamente un’altra storia (giocava pure Ravanelli…).
Un po’ di stralci per una similrassegna stampa. L’Unità sui ct italiani nel mondo. Ok Mancio, Ancelotti e Capello. Zenga uomoovunque e Dossena d’Africa. Ma la storia che sottolineo, non perché sia nuova ma perché banalmente non la consocevo, è quella di Mandorlini. Bene lui ora siede sulla panca del Cluj, Romania, e lo scorso anno ha calato la tripletta, come Mourinho. Certo meno reclamizzata, ma molto più figa. Scudetto, coppa e supercoppa di Romania. Eroe.
Sulla Stampa un bel pezzo è invece per tre dita del piede sinistro di Roberto Carlos. La punizione perfetta nel calcio esiste e l’ha tirata lui, il terzino brasiliano. Era l’agosto del ’97, bucato dal capolavoro balistico – traiettoria ritenuta sballata fino a quando non è finita in rete – il francesone Barthez. C’est la vie.
Gpg/s.