Una “Tessera della Decenza” per la Cupola del Pallone

Non sono solo arrabbiato, sono inkazzato!

E allora scrivo…

In 33 anni di pallone vissuti con la passione che solo chi ama, gioisce e, soprattutto, soffre con i colori giallorossi nel cuore, ne ho viste veramente tante. Ma ieri sera si sono superati i limiti della decenza.

Brescia-Roma non è stata una partita di calcio. E’ stato un insulto all’intelligenza, un colpo di bazzuka a chi crede ancora nella buona fede, un atto di arroganza del potere nei confronti di chi ancora si illude che il calcio sia uno sport.

Nel teatrino del pallone, infatti, tifosi mossi da fili non più trasparenti sono mossi come marionette, impotenti e vittime di chi li manovra. Il nome del burattinaio è Carmine Russo, squallida giacchetta nera dal naso aquilino che ha insultato  per 95 minuti milioni di persone attonite di fronte allo scempio che si stava consumando di fronte ai teleschermi.

Ma il burattinaio partenopeo, in realtà, è solo uno squallido strumento nelle mani di una cupola che dopo Calciopoli ha imboccato la Torino-Milano per continuare il suo malaffare.

Mentre chi è accusato di camorra viene protetto dal Parlamento e la Lega sta occupando le scuole e le banche con i suoi simboli e i suoi personaggi oscuri, un arbitro di origini meridionali è assoldato dalla malavita nordista del pallone per affossare una squadra che già di suo ce la stava mettendo tutta per non rialzarsi.

Perchè questo accanimento nei confronti di Roma e della Roma? Come al solito, in un momento di vuoto societario il potere ne approfitta per sbarazzarsi di temibili avversari. E così, dopo 2 scudetti rubati negli ultimi 3 anni, ora la Roma deve essere umiliata, bastonata, per il semplice fatto di aver dimostrato che vincere si potrebbe anche senza sperperare denaro, grazie ai semplici valori dello sport.

Ma questo non è più uno sport, è un business falsato e politicamente orientato. E i tifosi marionette inermi costrette ad assistere a imbrogli e angherie, sempre a patto che sottoscrivano un abbonamento Tv.

O, in alternativa, una tessera del tifoso che li inibisca dal ribellarsi mentre si gustano lo spettacolo dal vivo…

Che fare? Accettare il mea culpa di Nicchi? Indignarsi per l’arroganza di Petrucci? Disdire tessere e abbonamenti?

Invocare una tessera della decenza?

Non so. Speravo che scrivere calmasse le acque agitate del mio cuore.

Non basta.

Io credo che ci voglia una rivoluzione…

as/gpg

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