c’è chi alza la coppa dalle grandi orecchie e chi carosella minuti intorno a un tavolino per una vittoria al 90più2. Roma-Inter 1-0, Vucinic. Sì, ok, il solito romanista depresso in cerca di conferme, sì va bene vittoria sovrastimata o l’Inter sovrastimata – il che è lo stesso.. –
Qui in realtà il discorso è più primordiale, è la vittoria che non ti aspetti e che ti attizza. Punto. Tutto ciò che accade oltre il novantesimo ed è radicale rispetto alle sorti della partita, scuote. Basta.
Se permettete, mi godo la mia briciola. Non tifo United e quindi non ho vinto una Coppa Campioni contro il Bayer a docce degli spogliatoi già in funzione. Io celebro e apologo solo Roma-Inter 1-0 gol di Vucinic al 90più2 su cross velluto di zio De Rossi. Solo questo.
C’è più gusto a essere provinciali? Puo’ darsi. E ci butto dentro pure l’amarcord. Due flash. Alla mia Romella robe così capitano rare… tipo una Uefa Cup di un quindici anni fa o di più, Roma-Broendby gol decisivo di Voller all’ultimo, io bimbo che esulto come pochi e Roma in finale (poi naturalmente battuta, guarda un po’, dall’Inter..).
E poi, due anni fa, a Torino col Toro. Plumbeo 0-0. Poi il diluvio. Anzi la Bestia, Julio – caduto in disgrazia – Baptista, trequarti di rovesciata che manco Piola, gol e tutti at home.
Roma-Inter 1-0 al 90più2 di un piovoso sabato di settembre 2010. Gol di Vucinic, di testa in tuffo, tipo Gigi Riva, cross di De Rossi, Edo dorme, io strillo, Silvia ride e mi dice zitto. Gol. A casa, invidiosi.
Simone