Tra i cortili de Varmelaina

Camminando tra i cortili che mi hanno visto con i calzoni alla “zuava” e le superga col buco sulla punta. Tra un “porta a porta” e una sfida “a scudetti”… <Io me pjo ‘a Roma> – facevo io – <E io er Brasile> rispondeva Checco, già posizionato tra i pali ricalcati col gesso sul muretto delle case popolari. <E Farcao chi se lo pja?>. <Dai te ‘o lascio visto che i giallorossi l’ho scerti io… Io so’ Cerezo!!!>. E giù cannonate tra i palazzoni de Varmelaina, dove la Madonnina sorvegliava ragazzini scorrazzanti tra carcasse di motorini “ripuliti”. E Vasco a palla usciva dalle finestre, solo a tratti zittito dall’eco di “Specialini” smarmittati e pinnanti che si fermavano in mezzo alle comitive di giovanotti dai capelli lunghi e ingelatinati.

Ora i cortili sono deserti. Le facciate dei palazzi giallo e rossi riportano scritte sbiadite dal tempo e i segni del tempo, che qui sembra essersi arrestato. E invece si è portato via il colore, la gioia, il rumore. I ragazzi. Dove sono finiti?

L’allegro caos del mercato dove accompagnavo mia nonna a fare la spesa, tra le urla sguaiate della fruttarola di fiducia. Ora solo cemento, che ricopre i box interrati. Il silenzio è rotto dalla gru che scava la linea metropolitana e sormonta la piazza spoglia. Qualche anziano passeggia stancamente, più in là due ragazzi si passano una canna, mentre tre reduci degli anni Ottanta si scolano un cartone di sano Tavernello.

Ma ecco che sbuca un pallone. Quattro ragazzini con gli occhi a mandorla e il grembiule blu posano le cartelle e fanno le porte…

Andrea/Gpg

4 pensieri su “Tra i cortili de Varmelaina

  1. Eh sì, uno è mio… ma solo in onore dei vecchi tempi!!!
    In effetti si passava più tempo a discutere di un gol-nongol che non a giocare a pallone… Precursori!!!
    Sempre PICCHIA SEBBBINO!!!!

Lascia un commento