Nell’inferno del dio Mandrione se ne va, ramingo, Cino Bazza. Nobile mezzala di Cinecitta’, 17 chili fuoriforma e fuorimoda, voleva essere come il cigno di Utrecht.
Ma un destino zoppo e lisergico gli regalo’ due gran piedi e un culone e poco fiato. Una propensione smodata per gli oppiacei, fece il resto.
Sociologo per scelta, giornalista per vocazione, trasportologo per scherzo del destino. Gran scoreggione. Cino Bazza voleva fare il cigno di Utrecht ma si ritrovo’, jeans stretti e 42 anni, come un anantroccolo imbolsito. L’anatroccolo di Cinecitta’.
Che piedi pero’, quant’e’ vero dio da far bestemmiare per grazia, tocco, calibro e potenza.
Poi pero’ quel destino un po’ puttana, il metabolismo pigro, perdio anche un menisco balordo. E allora basta, benvenuto pallone amatoriale, a far da cornice anzi, da vita, a un’esistenza tra erba (quella bona), la sociologia, poi il giornalismo e quel fare il trasportologo piu’ per caso e scelta altrui, che per una reale convinzione.
Simone