Odor palestra

Sara’ il destino o forse no, la vita mi ha riservato una nuova casa con vista sullo sporting club.

E’ dall’85 che non pratico palestre e aree fitness con continuita’. Ho una pigrizia piuttusto strutturata e anni di psicoterapia mi hanno aiutato ad accettarmi anche per questo.

Con la palestra in questione ho avuto un primo abboccamento lo scorso autunno. All’epoca non se ne fece nulla con un veloce susseguirsi di scuse e scusette, mi limitai a far impolverare il certificato medico vergato da mio padre ” nessuna controindicazione all’attivita’ non-agonistica”. Ma anche nessuna necessita’ di farla.

Ora il trasloco, la vita che passa e il nuovo incontro. Proprio a pochi metri. Ieri pomeriggio vado, insolitamente voglioso. Il tipo che mi fronteggia per le informazioni preliminari vuole saperne di più e mi incalza con domande imbarazzanti del tipo.. che rapporto hai con la fatica?, senti l’allenamento?, il sangue che irrora i muscoli credi possa diventare una piacevole sensazione? Chiosa il tutto affermando l’importanza della vicinanza casa-palestra e illustrando le attivita’ collaterali incluse nell’abbonamento “open”: gag, soft yoga, fit box, aereo pump, spinning etc etc.

Sono attratto e confuso al contempo. Lui mi guarda e alle mie risposte sincere e devo dire poco imbarazzate sulla condizione fisica, risponde con un ghigno appena accennato. Mentre conversiamo sento odore di attrezzi, tapis-roulant, scarpe da ginnastica e asciugamani. Odore di palestra, insomma, e mi arriva la prima fitta.

Non ho tuta e accessori, seconda fitta. Non voglio fare pesi ma attivita’ di gruppo.. e vabbe’, fa lui, ma li’ tocca che ti adatti, gli altri non possono aspettare che vai in forma..

A me piace il calcio anche se porto gli occhiali, non ho fiato e non porto lenti a contatto.. e’ ho capito, ribatte, ma devi andare oltre la dimensione ludica dello sport.

Non lo so, me sa che non me sblocco manco stavolta. Intanto, c’ho il divano nuovo.

Simone

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