lettera da Pietro

riceviamo e pubblichiamo..

mia moglie dice che quando sarai grande ti insegnerò a farti la barba. Io, che non so radermi. Io, che solo una cosa vorrei insegnarti veramente, a tracciare e goderti le pause. Io, che solo un sapore vorrei passarti, quello della virtuosa incoerenza..

Il mio amico Franco dice che quella della panca a Montella è una scelta avventata, paventa la poca esperienza.., manco un anno con la Primavera, niente patentito, coetaneo di Totti, testa da centravanti, mica da coach. Io rispondo con un rutto irrazionale, che sa di speranza e salsa rosa più che di realismo e numeri alla mano… gli dico, te ce l’hai presente Guardiola, no dico, non c’hai mica il Barcellona tra le mani e sei nato a Pomigliano, sai di Fiat e cassa integrazione, ma forse anche di fresco e inaspettato. Spiazzante, come il maestro di Vigevano

Il mio collega coglione dice che mentre altrove si muore e muore per cambiare, da noi le rivoluzioni le fanno i tribunali di sinistra. Sai che c’è, collega, che mentre si muore e si muore ed è una morte tremendamente e assurdamente bella, io trovo la lucidità per mandarti a fanculo.

ciao, Pietro.

Un pensiero su “lettera da Pietro

Lascia un commento