Vorrei avere una bacchetta. Non per forza magica. Magari di grafite, giusto per sottolineare l’incapacità di alcune persone nell’affrontare una scelta o, peggio, gli sforzi per ingannare la stessa. Non voglio affermare il principio del bianco e del nero. Ok, ammetto che esiste pure il grigio. Però il grigio non lo si deve creare ad arte, esiste, è frutto di un incontro fra bianco e nero appunto, non può essere una tonalità di comodo.
Se sei una scienziata non puoi credere in Dio. Ma che stupidaggine. Lo accetto, posso pensare che si viva di scienza e di fede. E’ un ossimoro, un controsenso, un’affascinante irregolarità. Però anche la contraddizione vuole coerenza. E allora, bene conoscere, capire, inseguire la scienza e insieme ricercare, dipendere ed essere mossi dall’Alto Fattore; male, molto male, cercare di piegare la scienza e le sue regole ad un atto di fede. Dove non si arriva con lo studio si prosegue con la dottrina: non sono d’accordo, ma lo posso accettare. Ciò che proprio non tollero è distorcere lo studio con la dottrina.
Caro profeta, perdona lo sfogo, ma ieri ho conosciuto una persona che, oltre a farmi incazzare di brutto, mi ha fatto davvero paura, tanto più dopo aver scoperto che di mestiere fa la professoressa. Non perché non ne condividessi le parole, ma perché in lei non c’era spazio per l’orizzonte altrui, il mio come quello di altri. Poi però si è specchiata e nascosta dietro due citazioni: Escrivá de Balaguer.
Da lì tutto è apparso più chiaro. Forse, è proprio il caso di dire, per Opera di Dio.
lp
Leggo, e applaudo in piedi.
AEL
amen
SC