Sai quei tipi “ogni tanto”, quelli che fanno le cose “a volte”.
Magnifici, luminosi, innestati con forza nella loro discontinuita’. Quelli che spesso fanno cazzate, che non mettono d’accordo, che lo sai tanto che mica puoi farli tutti felici. E allora te la godi.
Ti godi la tua sorte, il tuo mancino che non sara’ ne’ d’oro ne’ divino. E’ semplicemente bello, e lo sai usare anche fuori dall’area, una volta addirittura dal calcio d’angolo.
Poi, certo, siccome fai anche la A, tiri pure di destro e non disdegni il colpo di testa. Ma tu sei mancino, sei di talento e sei un tipo “a volte”.
Stai di lato, sulla fascia, nel disordine. Hai più tatuaggi che presenze in maglia azzurra e comunque puoi vantarti di riempire una pagina dell’Enciclopedia.
Tra le parole che segnano la tua storia, l’associazione calcio Santa Lucia, club di Prato, guidato da tuo nonno, presieduto in via onoraria da Paolo Rossi e praticato anche da Bobo Vieri. C’e’ il “Lungobisenzio”, nome, poesia e manifesto del comunale della tua citta’, Prato, appunto.
C’e’ la Toscana, che ti sei sbattuta in lungo e largo, passando anche per Livorno, Fucecchio e Florentia Viola. C’e’ Gianfranco Zola, che t’ha consegnato la fantasia per accendere un po’ gli Hammers di Londra.
Ora c’e’ Corioni e il Brescia calcio. E poi quell’espressione obliqua che fa il tuo pallone e ti rende interessante, almeno ai miei occhi.
Dedicato ad Alessandro Diamanti, calciatore.
Simone