lungomare

Maitre a penser del biliardino e profondo conoscitore del Deuteronomio e del culatello, Giretto trovo’ il segreto della felicita’ e il salvacondotto per la saggezza sotto i portici salmastri di un pub/bar di Torvaianica.

Depose la grammatica, sia l’amidio che la camicia e il numero giusto per gli sms no-profit. E si diede al palleggio. E, a volte, al palpeggio.

Palleggio come saggezza, spensierato acume, serenita’.

Sotto i portici salmastri, fino a quel momento spicchi di discrezione per amplessi lemoncocco e mojito, divenne una sorta d’oracolo, una Pizia drogata e illuminata solo dal palleggio.

Strisce, coriandoli, segmenti di sane considerazioni ne ebbe su tutto e per tutti. Il pezzo forte, pero’, era il refrain..
 

Tappate il buco nero, io c’ho messo su un mikasa sgonfio adatto
all’interno collo del mio piede destro.

Silicio.

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