Piccola confessione

Tendenzialmente mi stanno antipatici. Non riesco ad essere felice per le loro vittorie, che poi in questi ultimi anni sono state le nostre sconfitte. Però, al minuto 88 mi è scappato un piccolo sorriso. Non so se per contentezza o malcelata invidia. Fatto sta che l’Inter ieri sera ha attraversato gli umori del calcio, ha toccato tutti gli esagoni della palla. Gol fulmineo, papera del proprio portiere, rimonta del Bayern, confusione totale, rischio del ko, pareggio inatteso, terzo gol e qualificazione ai quarti di Champions.                                                                                                                      

Ha cambiato colore pure la copertura dell’Allianz Arena: da rosso a nero. Come mister Van Gaal. E’ vero, ha vinto tanto, ma probabilmente ogni trofeo gli ha regalato uno strato d’arroganza. Dichiarazioni del tipo “vinceremo perché siamo più forti dell’Inter, come lo eravamo lo scorso anno quando abbiamo perso la finale” bisognerebbe lasciarle perdere, perché oltre che false, prendono la forma del boomerang. Tutto questo per dire che fra antipatia e arroganza (anche se spesso sono unite come i fili di uno scooby doo) dalla torre butto giù la seconda.                                                       lp

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