“[…] Perdonami pero’ le pillole no vaffanculo lo so che c’ho il diabete
e non caco più, basta la vedo in sogno la montagna di merda che ho fatto
nella vita, tutti qui parlano solo di questo io non caco lei caca lui
stracaca lei e’ morta perche’ non ha più cacacato, ma allora non perdo più
tempo a cacare la faccio nel pigiama oppure la metto nei cassetti la
nascondo perche’ mi sono stufata di far sempre le stesse cose.. e cadevano
le bombe e io nel rifugio pensavo voglio diventare vecchia cosi’ non mi
ricordero’ più questo e anche quando e’ morta Evelina piangevo e dicevo,
passi un secolo in un istante, voglio scordarmelo no no Vincenzo no,
voglio ricordarlo e anche il fascista che lo ha ammazzato con la corda al
collo sul carro che lo portava via e ricordo anche cose misere e da niente
come mio marito Alfredo […]”.
e non caco più, basta la vedo in sogno la montagna di merda che ho fatto
nella vita, tutti qui parlano solo di questo io non caco lei caca lui
stracaca lei e’ morta perche’ non ha più cacacato, ma allora non perdo più
tempo a cacare la faccio nel pigiama oppure la metto nei cassetti la
nascondo perche’ mi sono stufata di far sempre le stesse cose.. e cadevano
le bombe e io nel rifugio pensavo voglio diventare vecchia cosi’ non mi
ricordero’ più questo e anche quando e’ morta Evelina piangevo e dicevo,
passi un secolo in un istante, voglio scordarmelo no no Vincenzo no,
voglio ricordarlo e anche il fascista che lo ha ammazzato con la corda al
collo sul carro che lo portava via e ricordo anche cose misere e da niente
come mio marito Alfredo […]”.
“[…] Sul palco c’era un comicopecora che diceva battutacce e giu’ risate
pecorili e dopo c’era un cantautore pecora nera, e io ero li’ in mezzo a
tutti, sapeste che odori meravigliosi di ascelle e carne frolla e la
pecora nera grida: su sorelle e fratelli, accendete l’accendino che siamo
in diretta, fatto? Benissimo adesso dedichiamo un pensiero all’Africa,
fatto? Benissimo e adesso mandate un messaggio col telefonino a una pecora
che amate, fatto? […]”.
Stefano Benni – Le Beatrici, monologhi per voce femminile, un libro bello,
anche se per 17 pagine su 89.
Simone