el mismo capitò a me, nel ’61. Come Thiago Motta, ieri, con la nazionale maggiore.
Orgini italiane ma nativo di Alicante io, Telonio Polin, oriundo. Appunto.
nei fiammeggianti primi Sessanta peninsulari, giovanissimo e già stempiato, bazzicavo il calcio vostrano tra C e cadetteria. Amabile ambidestro, saltabeccante di fascia sinistra, mi arrivò anche la convocazione – che pure allora fece polemica – con una nazionale sperimentale.
E segnai, oriundo, in maglia azzurra, e scoreggiai per l’emozione nei pantaloncini della divisa di una nazionale non mia eppure mia. Era il ’61.
Gol brutto, rimpallo, interno ginocchio, avversaria una sbiadita compagine dell’entroterra caucasico, neanche me la ricordo. Finì 6 a 0 per noi.
E finì anche per me, pensai di aver raggiunto l’acme, anche se compresi il significato della parola acme solo diciannove anni dopo.
Mi ritirai, io, Telonio Polin, oriundo. E con i miei quattro spicci misi su una maritozzeria.
Se interessa ce l’ho ancora, Nocera inferiore bassa, lato mercato
Simone