Pausa pranzo, con annuncio

Attenzione, il discorso è complesso e potrei passare per cinica.
(…che poi cinica lo sono, ma non è questa l’occasione in cui lo dimostrerò)
Devo fare un annuncio.
Momentino di pausa.
Mi schiarisco la voce.
Proietto il mio sguardo verso la platea per generare suspense.
(Digito su Google per vedere se ‘suspense’ si scrive così
Correggo la parola ‘suspense’ perché avevo sbagliato)
Et voilà.

Via con l’annuncio:

Io non sopporto chi, per scusare gli atti infami, le stronzate, gli errori commessi da qualcuno, tende a sottolineare che quel qualcuno ha avuto un lutto grave, ha una disabilità, ha problemi di qualsivoglia genere.

Vado a spiegarmi con un esempio (ma ne avrei un migliaio).

Leggo un articolo su un importantissimo quotidiano italiano e mi trovo il bravo giornalista che per parlare di quella minchiata indegna e vergognosa organizzata da quella cagata di trasmissione che è Forum, fa notare che alla conduttrice – nonché complice, non facesse la gnorri, povero amore – sono morti i genitori in un attentato mafioso.

Ora, mi levo il cappello davanti ad uomini come il generale dell’Arma dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa. Ritengo che è dall’esempio di questi eroi che dovrebbe ripartire la costruzione di un sistema etico in questo nostro arraffazzonato Belpaese.

Ma cosa c’entra con le eventuali stronzate perpetrate dalla figlia…. Quasi 30 anni dopo la sua morte?

Nulla.

Provare a limitare l’errore di una persona al grido di ‘eh, ma poverina le è morto il papà’ è offensivo:
per il papà, per la figlia, e per me, che sono libera di pensare che lui era un grande e lei è un’idiota.

Ahò, succede.
Pure nelle migliori famiglie.

Ok, ho finito lo sfogo. E pure la pausa pranzo.

Anna Eva Laertici

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