Mi sono chiesto quante cose potrei fare da casa se decidessi di assecondare la mia vocazione a vivere la dimora come tana pura, rifugio puro.
Ad oggi, da casa/in casa, potrei: dormire, lavarmi, cucinare e quindi nutrirmi, ascoltare la musica, fare musica – con i giochini di Edo -, lavorare, assecondare un’eventuale voglia di igiene lavando per terra, fare sesso e/o l’amore, riprodurmi, giocare, saltare, schivare, nascondermi – con limiti -, fare giardinaggio, bivaccare, socializzare, litigare, fare del bene, fare del male, tirare le mie famose punizioni, fare il cambio di stagione e quindi vestirmi, comunicare un po’ in tutti i modi, fare la spesa, fare sport – con limiti -, viaggiare – basta il mio balconcello all’alba -, fare lo spericolato – magari lanciandomi dall’ultimo pensile della libreria -, fare il morigerato, il saggio, lo spiritoso, lo scontroso, leggere e intrattenermi in genere, fare nuove amicizie, fare i conti e movimentare il conto, scrivere.
L’elenco e’ parziale ma me so’ rotto.
Stasera non esco.
Simone