col culo scoperto e il vento in poppa

SCENA 1

Voglio l’Intertoto, la preparazione estiva dal 20 maggio, il primo turno il 5 giugno e la squadra bollita il 10 ottobre

SCENA 2

Volevo farmi la segretaria. Ma non ho una segretaria, allora ho strofinato il puparuolo sulla scrivania.

SCENA 3

Lui e’ vecchio, lei giovane. Lui e’ vestito elegante e c’ha il cappellino che non c’entra un cazzo. Lei e’ cieca, forse s’e’ persa, ha da dire, credo voglia andare al mare. Procede esitanate. La gente la fissa. Lei si gira e ricambia lo sguardo. Qualcuno si sente beccato, colpevole di voyeurismo, e abbassa gli occhi. Come un vero idiota.

SCENA 4

Il cesto della spazzatura e’ pieno di merda. Semo romani, damose da fa’

SCENA 5

Ho 63 euro, ma non voglio andare in Francia.

SCENA 6

Conferenza stampa, parla il nuovo boss, queste le prime parole – “Il mio e’ un mandato a termine. Molto. Possibile finisca gia’ oggi, perche’ qualcuno non gradira’, perche’ io parlero’. Ho raggiunto questo posto tacendo, diplomeggiando, sorridendo di rimando. Era funzionale al progetto, mo’ so cazzi vostra. Lo scrivete?”.

SCENA 7

Davanti a me c’e’ un albino. Fico l’albino, non avevo mai visto un albino, questo e’ proprio albino.

SCENA 8

Il ragazzotto accanto a me studia da barman .. 1/4 distillato, 3/4 liquore, succo. In un’altra vita, lui era un kebab. E io una spugna.

SCENA 9

odio i weekend. E anche i lunedì

SCENA 10

Lo sdegno è sempre bipartisan, Guccini intanto si è sposato in jeans e io ho comprato una begonia gialla

SCENA 11

Branko e’ con me, le stelle non so, Alfredo fruttifica, fuori s’annuvola, consumo ciambelle

Camminatore, il cammino non esiste. Il cammino, si fa andando

Simone

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