pagina 1, 6 febbraio, “le parole crociate sono l’oppio dei popoli – e hanno rincoglionito mia nonna -“
pagina 2, 25 aprile, “ho un bisogno fisico del buonismo di Un medico in famiglia. E’ rassicurante, mi fa stare bene. Del resto non puoi dare a uomini, donne e bambini, padri, madri e figli, anni di mulino bianco e poi turbargli il Lunedì dell’Angelo”.
pagina 3, 9 marzo, “non siete obbligati a rilasciare una dichiarazione, se vi viene il dubbio di sapere, voi e le vostre parole, di circostanza, siate intimi. Che bello essere intimi. E che bello essere pubblici, se appassionati”.
pagina 4, 15 giugno, “zio ReMigio mi ha insegnato l’arte di respirare piano. E poi il rutto sincopato”.
pagina 5, 20 settembre, “il grillo parlante è morto troppo presto ed era troppo buono. Caro grillo, qui non è solo una questione di coscienza, qui piuttosto si tratterebbe di frinire nelle orecchie giuste, al momento opportuno, frasi del tipo Guarda, non ti stavamo attendendo, non eravamo qui per te. Però se vuoi accomodati, rilassati, esprimiti serenamente”.
pagina 6, 24 aprile, “Il lamento del prepuzio di Shalom Auslander va letto. Il tema di fondo è un poco insistito, ma va letto. A giustificare la spesa, se non altro – molto altro -, un’istantanea narrativa dedicata alla felce Ikea, metafora dell’appartamento contemporaneo: accettabile, cheap, vagamente ecologico, abbastanza arredato, rassicurante perché uguale a quello degli altri”.
Lisippo