lirica dell’algoritmo bancario

in realtà il titolo più consono sarebbe tasso fisso – ma il primo mi piace di più

Le cose, anche quado un po’ le conosci, se non altro per resoconto altrui, vanno sempre un po’ pasticciate per essere comprese sino in fondo

ieri sono entrato in una filiale della mia banca – assai poco differente -, spinto dalla curiosità – assai malsana – di farmi fare un prospetto per un mutuo. Scrivo malsana perché, ad oggi, non sono nelle condizioni di “accendere” il mutuo, però volevo comprendere, misurare la distanza tra condizioni necessarie e condizioni di Simone.

Tralasciando la scortesia della tafana addetta alle illustrazioni, spiego alla medesima la situazione di partenza.

A Torrevecchia per una casa con due stanze ci vogliono sui 300mila euri, più o meno.

La banca, come è ai più noto, finanzia sino all’80 per cento, diciamo quindi 240mila. Il valore dell’immobile, si affretta a specificare la tafana, te lo diamo noi e su quello si accende il mutuo.

Quindi, supponendo che Noi banca riconosciamo alla casa che hai puntato un valore effettivo di 300mila euri, te ne diamo 240mila e 60mila li devi mettere d’anticipo. Bada bene, 240mila mica sono veri, dentro c’è anche una polizza assicurativa – obbligatoria -; quindi, se a te i 240 servono dal primo all’ultimo spiccio, la polizza la possiamo fare a parte attivando un prestito “parallelo e contestuale”.

Bada ancora bene, anche i 60mila di anticipo sono teorici, in realtà ne servono di più sparsi e spersi su tutta una serie di voci accessorie. Le uniche che ti risparmiamo, perché sei GIOVANE, sono le spese istruttorie (?).

E veniamo al piano di rientro. Per darti una rata “bassa”, considerando sempre che sei GIOVANE e quindi puoi fare il mutuo lungo, a un tasso – fisso – di interesse che oggi è al 5 e non mi ricordo quanto per cento, il prospetto prevede comode rate da 1.220 euri/mese. Per quarantanni. Per ulteriori dettagli, siamo a disposizione.

Dunque, mentre penso che il super-io e il senso di colpa siano le invenzioni più perverse della storia, ritengo l’affitto una sorta di miracolo.

Simone

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