L’inventario di Monica G.

Monica G. li aveva classificati.

Che poi glielo dicevano tutti: doveva smetterla con queste benedette classificazioni.

Monica G. però se n’era fregata ed in cuor suo li aveva classificati.

Allora, i suoi amici erano di 5 tipi:

  • c’erano gli amici di vecchia data. Quelli fidati. Quelli che oggi ci sono, ieri c’erano e domani ci saranno. Quelli che ci sono con la pioggia o con il sole, con il broncio e con il riso.
    Ma gli amici di vecchia data, in questo momento, erano lontani. Ah, si intende, era Monica G. ad essere lontana da loro, non il contrario. Nel cuore non c’era nulla di più vicino.
    Però abituata com’era a non condividere il dolore con nessuno, anche in questa occasione si era tenuta per sé le unghie che raschiavano contro la terra nera; si era tenuta per sé il sale sulle guance. E ora non riusciva a vedere negli amici di vecchia data lo sportello da aprire e a cui confidare sghignazzando il mero cazzeggio. E non solo il mero cazzeggio. Era lontana, lontanissima. Forse sarebbe ‘tornata’ finite le minchiate.
    Una certezza, però, per Monica G. c’era: aveva qualcuno da cui ‘tornare’ sempre.
  • le melette. Il rapporto più strano che aveva. Epistolare. Donne jacopoortis cui aveva anche aperto il cuore – sul cazzeggio e non solo – del periodo. Anzi, le melette erano diventate pianticelle fondamentali, da innaffiare più volte al giorno. Non conoscevano Monica G. nella quotidianità, ma la conoscevano attraverso parole digitali. Attraverso sensazioni. Quindi, la conoscevano bene.
  • gli amici degli amici, improvvisamente eletti ad amici, perché ammazza quanto so’ fichi gli amici degli amici… Monica G. pensava all’editore, alla parlamentare, alla personal shopper, all’entourage del caciucco, etc. Insomma, costoro non erano il passato. Erano un presente discreto. Puntava, però, a che fossero il futuro… magari quando avrebbe deciso di ‘tornare’.
  • gli spot del mondo passato poi abbandonati, poi ritornati e domani chissà: questi jolly della vita della gente, pensava Monica G., servono solo ad uno e un solo scopo… preziosissimo.
    Supremo gossip. Pure idiozie. Vacuità assoluta.
    Detta così, sembra siano poco importanti. Invece, la leggerezza è fondamentale per la serenità di un animo.
    Certo, non possono essere una condizione onnipresente nell’esistenza. Almeno non nella sua esistenza, pensava Monica G., perché gli spot devono riaffiorare a tratti.
  • infine, c’erano gli amici a metà. La metà era da considerarsi nella quantità di tempo, non nella qualità del rapporto. Erano gli amici che avevano scelto l’equilibrio tra le parti. Date le premesse, erano il passato e il presente. Futuro incerto. Scommesse accettate. Eppure non riusciva ad immaginare un futuro senza di loro. Vuoto troppo profondo.

Si rifece il conto. Mise le etichette e compilò l’inventario. Monica G. non era un’archivista, era una maniaca. Alla fine dell’elenco, ci fu solo un pensiero:

Quanta bella gente, però. Vale davvero la pena di esserci.

Anna Eva Laertici, per i tanti granelli di sabbia che costituiscono la clessidra del tempo della mia vita

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