Coronavirus, cosa stiamo capendo

covid-19

Covid-19, cosa stiamo imparando.

Stiamo imparando (provando ad imparare) che dobbiamo rallentare. Che ci si deve fermare, almeno per un po’, almeno su alcune cose. E che fermarsi è pesante, per alcuni doloroso ed economicamente disastroso.

Forse per tutti lo è. Intendo difficile, complicato, faticoso.

Tutti stiamo rinunciando a qualcosa. Naturalmente, non per tutti è la stesso e non per tutti pesa allo stesso modo.

Necessario. Al momento va così. Ce lo hanno detto e ridetto. E’ vero, c’è chi guarisce facile. Chi nemmeno se n’è accorto. Ma non è così per tutti, non per tutti va così. E il sistema, quello sanitario in particolare, se tiriamo troppo la corda, non tiene. Mi pare che ormai il concetto sia chiaro.

Certo, molti giù a dire: e i tagli ai posti letto, e gli ospedali chiusi negli ultimi dieci-quindici anni?

Vero, ma evidentemente nulla sposta rispetto all’attuale situazione.

Possiamo continuare a vivere anche senza sfidare la sorte e le richieste che ci arrivano, provando a rispettare l’interesse di tutti.

Per qualche settimana o tanto tempo non lo so, non lo sa nessuno.

Anche io a volte ho pensato (e penso), soprattutto per rassicurarmi, ma che cazzo di esagerazione!

Però mi adeguo.

Per ora, per continuare a restare in equilibrio, per quanto complesso, va così.

Questo obbligo di rallentare, questo stop, come tutti gli stop che la vita ci impone, può davvero essere anche una risorsa. Un’opportunità.

Se non altro per rimettere insieme le priorità:

la salute, troppe volte data per scontata.

I medici, troppe volte dati per scontati.

Le persone (tutte), troppe volte date per scontate.

Le occasioni e la sorte, troppe volte date per scontate.

Dobbiamo stare un po’ più in casa, un po’ più a “disagio”, un po’ più attenti.

Stare più raccolti. Questa intimità coatta, potrebbe dare fiori inaspettati. Idee, giochi, recuperare momenti e facce (in fondo, pure questo c’è stato detto parecchie volte, vanno evitati calche e socialità estrema, non l’umanità tutta e a prescindere).

Una buona lettura, un’esperienza nuova (anche il “leggendario” telelavoro).

Magari, chissà, metteremo pure una pezza sul nostro consolidato tracollo demografico

Sicuramente, per un po’, inquineremo meno. E di questo la natura, anche se c’è stato imposto, ringrazia.

 

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