Adolescence

Se ne sta parlando molto di questa nuova, miniserie Nerflix (4 puntate).

Con alcune eccezioni, l’ho trovata banale assai. Filo conduttore, l’adolescenza problematica, i social, i genitori che “non immaginano”, il bullismo.

Le eccezioni sono: la scelta di girare senza interruzioni, circa 200 minuti di girato senza pause (salvo quelle tra una puntata e l’altra), né montaggio. Aumenta il realismo, la partecipazione, la tensione.

Nei primi minuti l’adolescente protagonista ha una reazione fisica importante rispetto a quello che sta vivendo. Ed è credibile. Poi, anche per via del doppiaggio per me non centratissimo, è assolutamente poco credibile.

L’ispettore di polizia e i suoi “tormenti”, tra un bullismo banale e un altro, non sono male.

L’ultima puntata, il dolore dell’inaspettato, il padre del ragazzo, è rappresentato in modo per me efficace.

Per il resto, salvo solo due concetti di fondo, super condivisibili: non c’è colpa e colpevole, ma corresponsabilità. Non c’è mai una sola ragione.

E poi, ovviamente, la banalità del male.

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