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Cronaca per flash dei 25 minuti iniziali di una partita minima: Cagliari-Roma. Daniele Conti, si sa, alla Roma segna sempre e segna pure bello, perché farlo alla squadra del cuore fa storia, statistica e aneddoto; parentesi De Rossi; Castellini c’ha tra i piedi l’esordio più atteso e si rompe subito; Burdisso la Roma lo ha inseguito e  aspettato per un’estate, gioca un attimo e sbraca Conti – poi si scusa e io lo perdono -; Burdisso espulso e sostituito da Burdisso; Acquafresca non segna più, torna a Cagliari e fa 3-1.

Poi è solo e magnifico Cagliari. Bisoli mi sa di tamarro, ma i rossoblù profumano di qualcosa di interessante… Acquafresca, Matri, Nené, Cossu, Lazzari, Conti, Agostini, Biondini. Agazzi portierone. 5-1.

Ma io alla Roma credo.

Sì, va bene che le piccole volano all’esordio, ma il Cesena di Bogdanidilegno e Giaccherinibellastoria, non è un caso. Il 2-0 del Cesena non è un caso per via del Milan. Una squadra di calcio in senso assoluto non è una strategia di marketing. Fantastico Ibra – ops, rigore sul palo -, Robinho, Pato e Ronaldinho. Ma se dietro hai Papastathopulos, boh. Stadio del Cesena bellissmo.

Inter-Udinese merita solo la citazione del risultato, 2-1. Qualcosa in più merita l’Hercules Alicante di Trezeguet, che nella Liga fa 2-0 al Camp Nou. Questa però non è la piccola che vola all’esordio, questa è una paginetta di storia.

Gpg/s

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