aspettando la tredicesima

20 novembre 2010, ore 6,37

Il mattimo ce l’ha in bocca, ricorda sempre la Carfagna – l’oro, si intende -.

A me l’alba porta occhiaie, un caffè colpevolmente lungo e una bozza di analisi calcistica.

Aspettando la tredicesima, dunque, senza speculazioni economiche.

La giornata che si aprirà alle 18 odierne con Roma-Udinese, si presenta di primo acchitto non bella. Forse con qualche eccezione.

La struttura è quella ormai consolidata: due anticipi, un posticipo, un domenicale prepomeridiano e sei incontri postmagnata, sempre domenicale.   

Per prima, dunque, la Roma, che aspettando il Bayern per la Champions riceve l’Udinese del vivace Guidolin senza De Rossi ma, forse, con Adriano.

Tre ore dopo sta al Milan, in casa con la Fiorentina. Ai viola, oltre all’appena rientrato Mutu mancherà anche Montolivo. Così, i bookmakers danno anche il solo pareggio a 3.70 e la vittoria del Milan a 1.55.

Svoltando su domenica, sono quasi tutti match da salvezza. Brescia-Cagliari – con il debutto di Donadoni sulla panca sarda -; Catania-Bari e Parma-Lazio. No vabbè, il Parma lo tiro fuori.

Ventura col Bari ultimissimo rischia molto in Sicilia, la Lazio invece torna là dove tutto è iniziato, la scorsa stagione, con Edy Reja subentrante a Ballardini. Lacrime.

A proposito del Ballardo, le 12,30 di domenica sono sue e di ciccio Del Neri: Genoa contro Juve (che c’ha Krasic ma perde Amauri per un bimestre), Preziosi versus Agnelli dunque, macchinine contro macchine, etica e impresa a braccetto con lo sport.

Il Palermo mio e del flaco Pastore va a Cesena per violare il Manuzzi, mentre Chievo-Inter, non so perché, me la sento avida ma avida davvero d’emozioni. Notarella a margine, l’Inter ha perso anche Coutinho, stiramento.

Non vedo né avida né arida, invece, Lecce-Sampdoria, proprio perché si propone come la partita/manifesto del non-gol. Il tecnico doriano Di Carlo “aspetta il guizzo degli attaccanti”, il duo delle meraviglie Pazzini-Marilungo.

Chiude domenica sera Napoli-Bologna. Rossoblù chiamati all’impresa doppiamente ardua: tenere botta contro la squadra di Mazzarri e non fare cattivi pensieri sul presidente Porcedda, ennesima vittima delle fideiussioni nel calcio di casa nostra.

Simone

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