Vado via

Caro Profeta, questa mattina approfitto di te e ti uso un po’. Per me oggi non è solo l’ultimo di novembre, è anche l’ultimo giorno di lavoro come agente di commercio plurimandatario qui in Piemme. E’ tempo di cambiamento, l’ho annusato da parecchio tempo, solo da domani lo respirerò. Voglio condensare le mie emozioni riportandoti solo due piccole mail. La prima è quella che mi ha scritto Roberto (il capo), la voglio pubblicare non per il mio ego sconfinato, ma per rendere merito a una persona come ne esistono poche ormai, la seconda l’ho scritta io per dedicarla alle sole persone che hanno reso questi anni di lavoro più pieni. Ho voglia di condividerle entrambe, con te Profeta, con voi:

Di solito un collega che lascia il posto di lavoro rassegnando le dimissioni, già dal giorno dopo viene quasi sempre ricordato come quello che in fondo non era poi così essenziale. Escono fuori i se, i ma, i forse, i però e tutte quelle voci di corridoio che la metà bastano. A me non piace esternare in pubblico i miei sentimenti ma questa volta faccio una eccezione e dico a Luigi semplicemente grazie. Grazie per avermi ricordato ogni giorno, col suo comportamento, che vale sempre la pena battersi ed impegnarsi per le persone educate, rispettose, istruite, altruiste, professionali e serie. Non è da un calcio di rigore che si giudica un giocatore come non è da un fatturato che si giudica un venditore. Un venditore si giudica dal coraggio di rimettersi in gioco, anche se le aspirazioni erano ben altre. Un venditore si giudica dalla disponibilità offerta a chi ne ha bisogno, senza nessun tornaconto e a qualsiasi ora. Un venditore si giudica dall’umiltà e dalla sofferenza di aver percepito per tre anni lo stesso acconto provvigionale (basso) senza aver mai provato la gioia di un premio, di un target raggiunto, di un riconoscimento. Un venditore si giudica se non giudica i propri colleghi. Un venditore si giudica se ha svolto il proprio lavoro con serietà fino all’ultimo giorno come se fosse il primo. Un venditore si giudica se riconosce i propri diritti ma anche i propri doveri. Un venditore si giudica dalla dignità di interrompere il rapporto di lavoro senza proclami e senza rancori anche se con immensa tristezza ed amarezza. Un venditore non si giudica se è un uomo vero. Io ho lavorato con un uomo vero. Grazie Luigi.

Roberto

30 novembre 2010

Roma, 30-XI-2010

Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro qui in Piemme. Alcuni di voi lo sanno già, altri no. Ho cercato di tenerlo il più possibile nascosto perché odio gli addii. Proprio per questo ho deciso di non passare di stanza in stanza a salutarvi, mi scuso fin d’ora, ma non voglio che un momento d’intimità, seppur breve, possa essere offuscato da sguardi indiscreti o da falsi abbracci. Per questi anni voglio ringraziare solo voi, dicendovi che, assieme alla pazienza di Maria Palma e all’eleganza di Mari, mi mancheranno le passeggiate con Roberto, la scrivania in disordine di Lucia, i caffè con Franco, la tenerezza di Betta, il sarcasmo di Alessandro, le polemiche con Maurizio, gli accenti di Malwina, la bontà di Paola, la simpatia di Bruna, gli auguri per l’onomastico di Francesco, la dieta solo frutta di Enzo, i giornali di Luciano, i tappi di plastica di Federica, i su e giù d’ascensore di Claudio, la gioia di Riccardo, le sigarette a mano di Nicola, il sorriso di Patrizia e la stregoneria di Serena. Mi mancheranno. Mi mancherete.

lp/Gpg

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2 pensieri su “Vado via

  1. Ci penso spesso all’uomo che sei. Che sei diventato, rispetto al ragazzo che conoscevo.
    Il giudizio che posso esprimere sulla tua essenza (si può parlare di giudizio in questo caso? Suona così sgradevole…) è dipinto dal mio punto di vista, quello dell’amica. Sarà inevitabilmente, qualitativamente differente da quello della fidanzata, della mamma, della sorella, di un altro amico, etc. Da quello del capo.
    Leggere le parole di Roberto, però, mi ha divertito. Mi hanno detto che per tanta parte di te sei lo stesso per tutti.
    Educato, rispettoso, istruito, altruista… lo dire anche io.
    Onesto, leale, vero… lo aggiungerei.

    Per fortuna che dalla mia vita non vai via.
    Non ti lascerei andare.

    Caterina

  2. Grande Gigio,
    solo le persone vere lasciano dietro si sé tanti bei ricordi, emozioni sentite e commenti colmi di sentimenti sinceri!
    E’ lo stesso sentimento che ho provato io due anni e mezzo fa, quando al Corriere si è chiuso un ciclo e ti sei buttato in questa nuova avventura.
    Ora si è chiuso un altro ciclo e ne inizierà un altro, in cui ti tufferai con l’entusiasmo, la passione e l’allegria che fanno parte di te!!!
    Solo i grandi uomini sanno capire quando è arrivato il momento di cambiare, magari prima degli altri, magari rischiando, camminando verso l’ignoto…
    Come sempre ce la farai e la vita ti darà ragione!!!

    Un abbraccio forte
    Andrea/Gpg

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