Praha

ho voglia di tornare sulla rubrica dello zio Gigio, appunti di viaggio o giù di lì, per rispolverare un po’ di righe. Centocinquantasette parole, dedicate a Praga.

I tetti di bronzo, le piccole dighe della Moldava, Mala Strana, Nove Mesto e Stare Mesto, la Città Piccola, Nuova e Vecchia, piazza Venceslao né larga né tonda, lunga, lunghissima, freddo, tram, birra Pilsner, tassisti enormi, gulash, Namesti Miru e Santa Ludmilla, piazza Staromestska, il folk ceco e l’odore di barbecue, San Nicola, San Francesco (e sono quasi tutti atei..), la cattedrale di Til e Tiho Brahe, caffè Italia, l’orologio astronomico e la casa municipale, cioccolata, burattini, cristalli e matrioske, calessi, cocchieri, stinco e patate, Vienna, Mosca e Berlino; Josefov, sinagoghe, pareti piene di nomi e cognomi, il ricordo di Terezin, il cimitero ebraico e Rabbi Law, birra alla banana, pioggia, grigio, le firme della moda internazionale, zio Roland McDonald, colbacchi e vestiti da carretto, pulizia, polizia e una pagina di diario di Kafka, il metrò e le vertiginose scale mobili, il castello, il violino di Dalibor e il vicolo d’oro, ponte Carlo.

Simone

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