Tifare stanca (Pavese perdonami)

“Piacere, Anna”
“Ciao, piacere, che fai nella vita?”
“Io? Seguo il calcio.”
“Segui il calcio? Fico. Sei giornalista? Opinionista? Alleni una squadra femminile? Sei la Presidente?!?!? Oppure scovi talenti nei campetti di periferia o negli oratori e li porti verso il Pallone d’Oro?”

“Niente di tutto ciò: sono tifosa”.

Lo strano mestiere che è diventato essere tifosi.
Io, si sappia, nuntio vobis che da oggi 5 dicembre 2010 sono una tifosa che si è prosaicamente rotta le palle.

Una partita venerdì, che se non fosse stata Lazio-Inter l’avrei scoperto sabato che si giocava di venerdì;
due di sabato, ma in diverso orario (bella idea mettermi la Roma sabato pomeriggio quando io c’ho i regali di Natale da fa’);
5 match di domenica alle 15, ma tutte con squadre interessanti come una mostra di quadri del vicino di casa idraulico-poeta che non sa dipingere, ma ha l’abilità di riuscire ad annoiare tutti, anche l’amministratore di condominio;
una partita la sera della domenica… seeeee! Mai e poi mai che io mi perda la Litti;
una il lunedì, perché hai visto mai che il lunedì volevo riposare in pace senza pensare al calcio e soprattutto volevo comprare CorSport o Gazza del lunedì… assolutamente inutili visto che mi restano fuori Napoli e Palermo, mica due squadrette da niente.

Va’ a quel paese, serie A di plastica per le televisioni.

Stavolta non ti seguo.

Un buon libro sul divano. E una tazzina di caffè fumante.

Anna Eva Laertici

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