Tutto e’ cominciato con un piatto di plastica da un paio d’euro, dentro stracchino e fagiolini, attorno un silenzio nuovo, che mi inquietava.
Mi inquietava come tutto il vuoto che vedevo, come l’eco che sentivo.
Non stavo troppo bene, diciamo cosi’. Uno dei miei momenti di profonda confusione. Non mi sentivo pronto, probabilmente.
Poi pero’ m’hai convinto. C’e’ stata la beata solitudine di cui mi parlavano Franco e George, il caos, le bollette pelo pelo, il vuoto pieno e il pieno pieno. Il pc, il sole senza balconi, mezzo vino e l’insegna fiera del Dico.
Sissi, nonno, Ikea e un pezzo per volta. Molte cose, molto dense.
Sei diventata mia, per restarci.
Adieu, casa di via Paolo F.
Simone