2010 – cosa buttare

La Nazionale di Lippi.

Il bunga bunga, le minorenni, Ruby e tutte quelle cose che mi fanno mentire sulla mia nazionalità quando sono all’estero (tipo “yo soy francesa” o “oui, je viens de l’Espagne”).

Il treno Roma-Milano; e pure quello Milano-Roma.

21 ragazzi morti nella Love Parade in Germania e 33 minatori bloccati nelle viscere della terra cilena per 3 mesi.

Roma messa a ferro e fuoco. Piazza del Popolo in fiamme mi ha fatto piangere.

Scoprire che non ricordo più il latino e che ho perso l’abitudine a studiare.

La Triplete dell’Inter. Sì, sono romanista e rosicona.

Il ritorno fiero e vivace della psoriasi che non riesco a combattere.

Pupo, Emanuele Filiberto di Savoia e un tenore sfigato che cantano ‘Italia amore miooooo’ e mi fanno pensare che tutto sommato quasi quasi riabilito Povia.

Il dolore dei miei affetti che non so lenire.

Pensare che casa Vianello si è trasferita in Paradiso. Noi siamo nazionalpopolari e gli volevamo bene.

Dover fare sempre i conti con i soldi che si hanno e la vergogna che deriva dal dover fare questi calcoli.

Chi sceglie il cielo grigio del nord e abbandona il caldo del Tuscolano.

‘Sono Porci Questi Romani’ e il padre del Trota per scusarsi si fa imboccare due rigatoni con la pajata (dal Presidente Zerbino della Regione Lazio).

La panza di Adriano.

La solitudine, di mesi.

 

Anna Eva Laertici

 

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