2011 – cosa sperare

Berlusconi se ne va. Ciao.

Non voglio vedere eccessi per un inutile centocinquantenario di un’Italia senza Roma (i 150 anni io li festeggerò nel 2020… il 20 settembre, per l’esattezza).

Cassano che fa pena al Milan, ma che fa bene in Nazionale.

La data decisa dallo Zio e Calabrisella deve essere un giorno meraviglioso.

Lazio in B, ci spero ogni anno.

L’Italia libera finalmente produce trasmissioni televisive profonde, interessanti; escono film intensi, che fanno riflettere; si scrivono libri emozionanti, colti. Insomma, un Rinascimento nel XXI secolo.

Il tempo si ferma: ed io non compirò l’età che dice la carta d’identità, ma va bene un qualcosa come 26-27 anni.

Uomini onesti, dignitosi, puliti, sinceri, leali occuperanno posti di potere.

I ragazzi continuano sempre a sognare, di generazione in generazione.

E arriva un giorno in cui i loro sogni possono finanche realizzarsi, almeno in parte.

Laicità.

Chicco e Vega escono dai nidi, chissà.

Chi invece nel nido ci rientra, chissà. (Silviolo aspetta in ansia).

La consegna del Premio Nobel per la Pace ad Internet. Però mi chiedo chi vada a ritirarlo.

Pari diritti per tutti. O per lo meno rispetto, va, che per il 2011 mi accontento ancora di poco.

Io trovo la serenità, perché la merito e perché non mi ricordo com’era fatta.

Berlusconi chiede anche scusa a tutti. Ciao.

 

Anna Eva Laertici

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