19 minuti di cattivi pensieri

Battiato in musica si e’ espresso così: “per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare quei programmi demenziali con tribune elettorali..”

Giocando di parafrasi, ieri il mio razzismo incuriosito mi ha portato a seguire per circa 19 minuti la trasposizione cinematografica di uno de li mejo libri de Chicco Moccia.. “Scusa ma/se – non ricordo – ti chiamo amore”.

Un rincorrersi di cattivi pensieri.

Lei ha 17 anni, frequenta il Giulio Cesare di Roma e si prepara alla maturita’. Anche io ho avuto 17 anni, ho frequentato il Giulio Cesare e mi sono preparato alla maturita’. Ma non ero così. Ero molto peggio ma non
 così.

In quel Giulio Cesare c’era Carmelo Cacace bidello pizzaiuolo, i suoi e i miei malumori.

In questo, plastica e muri quasi puliti.

La generazione Moccia non esiste. O comunque i miei fratelli non sono così, si incazzano, vivono,
respirano, ridono, pensano, fanno e pretendono. Tutto in carne ed ossa.

La 4ciocche non sa recitare.

La Quattrociocche non e’ poi cosi’ bella.

La 4ciocche e’ inspiegabilmente la donna di uno dei miei idoli calcistici contemporanei.

Bova, perche’ lo hai fatto?

Moccia, sei rotondo, ricco e applaudito. Non sforzarti oltre.

Simone

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