Lady Lavampa ha un segreto

Ci rifletteva anche quella mattina su questa sua debolezza. Su un treno di dormienti, preso in fretta e furia la mattina presto. Per lei, Lady Lavampa, non c’era un atto più intimo.

Dormire.

Si vergognava.

Davanti agli altri, accanto, ovunque. Lady Lavampa detestava dormire in compagnia.

Eppure, Lady Lavampa, aveva compiuto questa abominevole attività davanti a molti. In primis, da bimba, l’avevano vista dormire la mamma e il papà. Anzi, con molta probabilità, avevano sperato che lei dormisse. E tanto. Che li lasciasse stare, poveracci.
Lady Lavampa, poi, a dispetto del nome e della fama da femme fatale (e qui si concesse un sorriso), era un bradipo. Dormiva ancora oggi con gli stessi bioritmi di quando aveva 9 mesi. Si straniva se non riusciva a dormire 8-9 ore continue.
Fino a che diventò una ragazza, aveva dormito con suo fratello maggiore. Per anni aveva condiviso la stanza con lui e con le sue scarpe da ginnastica. La cosa l’aveva certamente temprata. Magari un po’ troppo.
Lady Lavampa aveva dormito accanto a coloro con cui aveva condiviso il letto. Leggasi, tanto per essere chiari, che con costoro dormire non era stato esattamente il momento di maggiore intimità raggiunto. Tra l’altro Lady Lavampa era una feroce sostenitrice del: ‘Va bene, ora però vai a dormire a casa tua, eh?’. Ma si era scoperta una minoranza e aveva dovuto accettare l’idea della condivisione del sonno da, diciamo così, ‘riposo del guerriero’.
Inoltre, vacanze giovanili, gitarelle, weekend fuori e finanche gite scolastiche: cavolo, con i suoi amici Lady Lavampa aveva sicuramente dormito. E sempre vergognandosi, ne era convinta. “Arrendiamoci”, pensò, “sono fatta così”.
E in treno? E in aereo? Un ghiro come lei… sì, aveva dormito di sicuro. Ed era certamente seguito un risveglio con aria mortificata. Aveva guardato gli altri quasi a scusarsi… “Eh, sì, è vero, mi è caduta la testa e mi sono svegliata. Ma era solo un momento! Ho appena chiuso gli occhi!”

A rifletterci, mentre sul treno davanti a lei qualcuno cominciava a coprirsi con i giacchetti a mo’ di piumino, che sarà mai? Al massimo un po’ di bava sul cuscino, un agitarsi insano di una notte piena di incubi, di pensieri dolorosi, qualche rantolio da raffreddore… che c’è di male?
Certamente c’è di peggio. (Se lo raccontava, ma mica si convinceva)
Vediamo e condividiamo momenti più imbarazzanti. (Mah, sarà…)

Insomma, per Lady Lavampa dormire era uno dei piaceri che riusciva a vivere meglio da sola.

Sognare, invece, beh, quella è tutta un’altra storia.

 
Anna Eva Laertici

 

3 pensieri su “Lady Lavampa ha un segreto

  1. Se la mia collega avesse avuto lo stesso pudore oggi non saremmo rimaste a secco sulla Roma-L’Aquila… e sì perchè mi avrebbe distolto dai miei sogni e mi avrebbe fatto notare che eravamo a riserva da 80 km! -_-‘

  2. @LP. Ah ma allora ci vai su internet… Cmq tu alla povera AEL l’hai vista dormire, ma abbiamo sempre condiviso la nostra condizione di orsi muti e intrattabili prima del caffè.

    @Desperate Oli: Però, pensa che piacevole avventura spingere la macchina sotto il tunnel del Gran Sasso.
    (Ah, cara la nostra piccola roccopapaleo de noantri… sei una grande!)

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