Al netto del cappellino e del centrocampo a cinque, di Cosmi mi piace tutto.
Mi piace la storia del nome che porta, omaggio a Coppi si’, ma mica a Fausto, al fratello.
Mi piace la parlata rozza e quel ruolo, “fantasista”, quando giocava nei dilettanti.
Bravino lo era davvero, Serse, al punto che per fermarlo gli spezzarono una gamba – lui poi da allenatore del Perugia un trattamento del genere a Liverani e soci lo promise solamente -.
Ma tant’e’, diploma Isef, personal trainer e insegnante di educazione fisica alle elementari, poco più che trentenne va a fare l’allenatore.
E qui che nasce la magia. Perche’ Serse e’ umano, pienamente, anche in panca. Capello, Mourinho sono quasi una dimensione onirica, sognata, irreale. Lui la vita se la fa in ascensore anche come trainer. E qualche volta prende pure le scale di servizio.
Gli anni Novanta sono leggenda: Pontevecchio e Arezzo, cinque promozioni in dieci anni, dalla pozzolana dell’interregionale all’erba spelacchiata della C1.
L’occhio furbo di Gaucci gli si posa addosso. E gli stacca l’assegno, 150 milioni di lire per la stagione in serie A, diciamo 75mila euro, la diaria di Ancelotti.
Dal 2000 al 2004 e’ sulla paca del Perugia e con i grifoni monta per la prima volta in ascensore.. in quattro stagioni fa piazzamenti, vince l’Intertoto e porta il club in Uefa. Ma poi lo porta anche in B, dopo la sconfitta nello spareggio salvezza con la Fiorentina. In mezzo, un “Forza Roma” gridato all’Olimpico in faccia ai tifosi della Lazio.
Ma Serse, che sta scrivendo pure un’autobiografia e s’e’ conquistato l’imitazione di Crozza, ormai e’ lanciato..
Preziosi lo vuole al Genoa, in B. Un anno ed e’ subito promozione, con tanto di primo posto tra i cadetti.
Ma l’ascensore e’ in agguato.. Il Genoa, infatti, sul campo prende la A poi i guai giudiziari dell’abile giocattolaro lo rispediscono addirittura in serie C.
Serse pero’ e’ quello che ha vinto, lui saluta col sorriso e se ne va.
Stagione 2005/06, Udinese e preliminari di Champions.
Un nuovo suegiu’. I bianconeri friulani battono lo Sporting centrando la storica qualificazione alla fase a gironi. Poi pero’ nel corso della stagione zoppichicchiano e tipo di gennaio Serse viene allontanato.
Pausa. Fino al 28 febbraio 2007.
Ecco quindi il Brescia di Corioni, serie B. Due stagioni e mezza di certo non anonime, play-off promozione prima sfiorati e poi centrati e giocati sino alle semifinali. Poi ancora, i saluti.
Nell’autunno del 2009 torna la A con il Livorno di Spinelli. Serse alla prima pensa bene di battere proprio la sua Roma, all’Olimpico per giunta.. 0-1, gol mi pare di quel geniaccio di Diamanti.
Il Livorno, che veleggiava serafico verso la retrocessione, con Cosmi in panchina si risolleva. Poi, l’ascensore.. gli scazzi col presidente, le dimissioni, il ripensamento e soprattutto 5 punti in 13 partite. Adieu.
Nuova pausa.
Poi, di nuovo un 28 febbraio, quello appena passato, e la telefonata di Zamparini – dopo Gaucci, Preziosi, Pozzo, Corioni, Spinelli.. tutti paron morbidi.. -. Il Palermo, teoricamente, almeno sino a fine stagione e’ suo.
Serse ha detto… la squadra più’ forte che abbia mai allenato. E ha ragione. Ma anche una squadra tremendamente giovane, fragile e scossa dall’addio di Delio Rossi. E ieri, nel 2-0 con la Lazio, soprattutto nei primi minuti s’e’ visto..
Tu con sta squadra Cosmi c’hai dieci partite, di fatto ti viene chiesta – ti puo’ esser chiesta, a ‘sto punto – solo una chiusura decente. Ah, e poi c’e’ la semifinale di Coppa Italia, contro il Milan, che prender l’ascensore e salire non sarebbe mica male.
Dura, molto dura Serse.
Tuo,
Simone
Personalmente mi sarebbe piaciuto molto vederlo sulla panchina della Roma al posto di Montella.
saluti e complimenti per il blog
Montella lo voglio vedere, sono molto curioso… Una parentesi Cosmi in assoluto mi sarebbe piaciuta, anche se lo giudico meglio in posizioni laterali, “marginali”, di taglio…
ciao, Simone