a chi lo ha letto; a chi lo leggerà; a chi non lo leggerà mai.
raccolta arbitraria
1)
“Che stai leggendo”, chiese indicando il libro sul sedile del passeggero. “Delitto e castigio”, dissi io. “E’ bello?” “E’ divertente”, dissi io. “Di che parla?” “Di un tizio che ammazza una vecchia.” “Epoi?” “E poi continua a preoccuparsi della cosa per 300 pagine”.
2)
Allora Abramo partì, come l’Eterno gli aveva detto. Secondo molti, quello fu il momento determinante, per Abramo: il momento in cui si guardo’ intorno, vide come era diventato il mondo intorno a lui, lo contemplo’ e se ne andò dicendo: “‘Fanculo”.
3)
Samuel Beckett fu spesso accusato di essere un pessimista, accusa che lui respingeva. In realtà, ragionava, quelli che vengono definiti pessimisti sono i veri ottimisti – se non fosse per la loro certezza che il mondo , per quanto orribile, può essere migliorato, non si sprecherebbero nemmeno a sollevare la questione. Gli ottimisti, continuava il suo ragionamento, sono i veri pessimisti, in quanto sono talmente convinti dell’irreparabilità della situazione da ridursi a fingere che non ci sia niente che non va.
4)
Woodstock è una fiorente città turistica, nota in tutto in mondo per qualcosa che in realtà non avvenne lì. Il famoso festival di musica si svolse a Bethel, una cittadina non fiorente e per niente famosa per qualcosa che in realtà avvenne lì.
5)
L’omosessualità è venerata, in questa città, non tanto per il provocatorio rifiuto dell’omosessuale di farsi imporre il lui o la lei da amare, quanto per il suo buon gusto in materia di vini e arredamento. Per questo motivo, molti uomini qui ostentano un certo grado di omosessualità stereotipata, il che a sua volta spinge gli omosessuali di qui a ostentare un grado ancora maggiore di omosessualità. In fondo alla strada, al centro commerciale Kingston, i ragazzi bianchi fingono di essere neri e i ragazzi neri fingono di essere gangster della West Coast. Siamo tutti persi, ciascuno nel suo deserto terrificante e ridicolo che sembra protrarsi per l’eternità.
6)
Sto pensando alle persone che adesso fanno parte della mia vita, ed ecco che cosa penso: penso che siano tutti prepuzi. Jack è un prepuzio: sua madre lo ha maltrattato, cacciato via, ferito ripetutamente. Alisha è un prepuzio, e cosi pure suo marito Will. Come me. E come Orli. Una piccola nazione di prepuzi che cercano di fare del loro meglio per ricominciare da capo, per costruire, per andare avanti.
Shalom Auslander – Il lamento del prepuzio
L’immagine pubblicata si trova all’indirizzo – http://www.telegraph.co.uk/culture/books/non_fictionreviews/3671103/A-Jew-asks-God-some-difficult-questions.html
