Memorie d’una cameriera

ssssh!
Ma nun sentite che silenzio che c’è qui ar Profeta, ora che il padrone nun ce sta?

So’ rimasta io, un po’ portinaia e un po’ cameriera. E ci tengo che qua tutto risplenda e tutto sia in ordine, in attesa che il signor S. ritorni.

Allora, io – che so’ der popolo, padrò, me perdoni – me so pijata quarche appunto c’ho trovato in giro pe la casa. E mo’ li scrivo qui, così, pe’ nun lascià parlà la paggina bianca, che poi se ‘ntristimo tutti.

Comincio co l’elenco:

– hanno arrestato Lele Mora, Luis Enrique ha firmato con la Roma, ed è arrivato il caldo e il sole in città. Secondo me, c’è un nesso in tutto questo;

– meditando e rimeditando si può giungere a questo interrogativo: due persone che stanno bene, possono star bene solo perché sono una somma di due solitudini? Diverse, eh, ma due solitudini. Ci penso, e intanto mi vivo la vita;

– il partito di maggioranza sta naufragando non sui reati commessi dall’imperatore. Non sulle mafie conniventi con molti di loro. Non su promesse mai mantenute. Non sulle tende dell’Aquila, né sul ponte di Messina. Il PdL sta naufragando sul seguente quesito: ma la capitale è Roma o Monza?
La risposta, mi si permetta, è semplice: il 3 verticale è di 4 o di 5 caselle?

– per ogni mezzo di comunicazione, ho qualcuno con cui usarlo. E non è poco. Certo, si vive attaccati al pc o al cellulare, sui social network e sulle chat. Si scrive l’e-mail alla mailin’ list preferita la mattina prima di andare in ufficio con il caffè sul tavolo, durante il giorno va incastrata la telefonata con gli amici di sempre, la sera mentre si prepara la cena è il momento dei consigli amorosi in chat, tra l’1 e le 3 di notte c’è la videochiamata dei folli. Si aggiungano sms sparsi. Il tutto va servito caldo e accompagnato da un bicchiere di buon vino.

– infine, ho scoperto un’altra di quelle attività per cui vale la pena stare al mondo: imparare. Adoro imparare. E scoprire. E studiare. E capire. E di nuovo non capire e allora chiedere e ancora apprendere e ancora volerne sapere di più…

Ora abbasta. Erano tutti foglietti incasinati, ma io er dovere mio l’ho fatto. L’ho trascritti.
Però ora basta, c’è da pulì la libreria – qui al Profeta so’ ‘ntellettuali, dicheno, poi ce trovo solo giornalacci che parlano de calcio – e poi c’è da innaffià il limone der dottore…

 

Annarella   (Eva Laertici)

2 pensieri su “Memorie d’una cameriera

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