Ti sembro una che ne ha bisogno?

A volte mi sento fuori posto. Non succede spesso come quando ero piccola e un posto non ce l’avevo mai, però capita. Ad esempio, quest’estate mi sono ritrovata a ballare per strada con tacchi vertiginosi, polo e jeans lunghi, temperatura esterna 38°, percepita 43°. Stavo talmente male che per tornare al parcheggio ho camminato sull’asfalto a piedi nudi e ho annodato la maglietta sotto il seno. Ieri, però, ero nel posto giusto, evidentemente nel giorno giusto, con un look a dir poco perfetto! Avevo già pensato a cosa mettermi per l’addio al nubilato di Ross: un vestitino marrone a fiori, scarpe alte e borsa in tinta. In una parola, chic… almeno credo. Arrivata davanti al Mò Mò Republic la sensazione di averci visto lungo perde consistenza. Mi ricordavo un target elevato, ma non sopra i 12 centimetri! Nei circa dieci metri che mi separano dall’entrata, noto nell’ordine: una ragazza con vestito di paillettes, tacco e capelli raccolti; una “signora” con guaina nera (forse in pelle umana) stile “pensate che prima o poi mi si scoprirà il culo, vero? Invece no, è tutto sotto controllo”, capelli lunghi biondi e foulard azzurro; una schiera di ragazzine con calzoncini-ini-ini-ini, trampoli, maglietta scollata, Vuitton al braccio e gioielleria Tiffany sparsa per il corpo. Ora va di moda, perché le povere mortali non hanno nulla da invidiare alla divina Audrey Hepburn… a parte la classe, aggiungerei, ma sottovoce per non rischiare l’osso del collo. I ragazzi, appostati ai lati della scalinata, scrutano con attenzione la sfilata, dandosi di gomito e mormorando: “Se dopo c’è questa (o quella) abbiamo svoltato la serata!”. Ma dopo quando? Di solito quando si va a cena, soprattutto se ci si siede in tavoli diversi come vuole la buona educazione, non è che ci siano tante possibilità di attaccare bottone. A meno che, naturalmente, non sia stato organizzato uno “Speed date” al piano di sopra. Ed è così che, con la mia amica Cecilia, bella e bionda, mi ritrovo davanti al “Maestro di cerimonie” che con fare elegante mi domanda: “Vuoi siete per lo Speed, vero?”. Anche no, grazie. Alla fine, come ha detto il nostro nuovo amico Giuliano-ilcameriere: “Tu dovevi rispondergli: Ti sembro una che ne ha bisogno?”. Ipse dixit.

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