buttata lì

oscar
sai chi odio, Lelli, e scusate se me permetto.

Odio quelli che al ristorante chiamano il cameriere con la mano alzata e il braccetto che mentre se agitano je trema tutto, che non sanno apprezzare le virtù della caponata, che mangiano a testa bassa senza manco un sorriso o mezzo chilo d’entusiasmo per chi è seduto a tavola con loro

chi non cicaleccia e non disperde

chi non spettegola con la lungimiranza della comare

odio chi disprezza la romanella e le ciambelle al vino

chi non applaude l’artista di strada (bravo) solo perché dopo gli deve alzare un euro

chi se la sona e se la canta, senza ritegno

chi cambia i pantaloni tutti i giorni e non gli sfugge una patacca

chi non improvvisa mai, chi non millanta con leggerezza

chi non profana il tempio delle belle parole

E sai chi amo le’, lo sai chi amo. Amo l’odore di Roma a settembre, o ad aprile, di notte, in motorino. E me fermo qua, per oggi.

Per la foto, www.mensarte.it

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