e dieci

vapori autunnali, alle 11 di mattina hai già voglia di sera e vino rosso. Cadono le foglie, è tempo di rinascite.

Corre la Lazio, corre il Milan e insegue l’Inter. Corre, forse, anche la mia vespa 125, classe 2006 e carrozzeria un po’ trascurata, figlia di una compravendita al mercato dell’usato, primo mezzo di trasporto tutto mio e senza rate.

La Juve straripa in una domenica in cui le va tutto bene e dove quindi anche Aquilani può segnare e Felipe Melo irridere qualcuno.

Si apre l’autunno freddo, molto freddo. La morte violenta conosce sempre un modo nuovo per proporsi, non le stai dietro. Per fortuna che c’è il Palermo che non lesina, soprattutto se davanti c’è il sorriso incontinente di Malesani.

Bisogna fuggire, saper ripartire, fare qualcosa. O ti inventi un gol alla Brighi o alla Cassano o magari ti fai un tatuaggio assieme a tuo fratello, che il suo valore simbolico ce l’ha.

Case chiuse o mai aperte, adozioni a distanza purché di figli di buona famiglia, nati all’interno del raccordo anulare. Cgil contro Cisl, Uil con la Cisl purché di giorno e in campo neutro. E poi il Catania che non molla col Napoli, l’Udinese che si rilancia nella partita più brutta della A e Cesena e Parma che non scontentano né la Romagna né l’Emilia.

Simone

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