Piccione viaggiatore 1

A dispetto del titolo, questo post non vuole essere l’ennesima presa per i fondelli al povero struzzo biancoceleste. Struzzo? Ho detto struzzo? Sarà stato un lapsus, volevo dire aquila. Il titolo è funzionale a una nuova rubrica che poggia piede sul Profeta. Non la solita dedicata ai viaggi, ma ai desideri: quanto sarebbe bello non essere in ufficio ed essere… facciamo noi.

Oggi il piccione vola verso est e ferma la sua corsa sui tetti spioventi di Kiev. Omaggio alla città di chi generosamente mi stinge calzini e magliette. Capitale dell’Ucraina si specchia sulle sponde del fiume Dnepr. In questo momento mi piacerebbe essere imbacuccato (il clima continentale è abbastanza rigido), sbucare da una delle tre linee della Metro e visitare la chiesa di Santa Sofia con le sue tredici cupole dorate dai riflessi bizantini. Non sarebbe neanche male incontrare davanti a Palazzo Mariyinsky o al centro di piazza Indipendenza chi qui lavora, per esempio Andrij – pesce veloce/pallone d’oro –  Ševčenko, tornato a giocare con la sua Dinamo, o chi, come Milla Jovovich, abbandonati gli studios di mezzo mondo torna per una breve visita ai propri familiari.

La piccola gita in stile Jules Verne si conclude qui, con la speranza che qualche adepto del Profeta possa far sua questa rubrica e con una promessa/minaccia: domani inaugurerò un’altra rubrica. Spegnete i pc. 

lp/Gpg

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