Ci sono solo due forze che, da vincenti, si sanno sempre rovinare la festa: l’Inter e la sinistra italiana.
Ok, sei sul tetto del mondo. Wow. La mia squadra lassù non ce la vedrò mai, arrendiamoci. Sei sul tetto del mondo. Campione! … e?
E l’allenatore acchiappa un microfono e si leva una parete di roccia dolomitica dalle scarpe.
Ok, non entro nel merito della bile di Rafa nevillepaciock Benitez, ma – dico io – un altro momentino per rovesciare veleno su Moratti non potevi sceglierlo? Già mi lasciò basita la scelta di Mou nel dichiararsi ‘galactico’ qualche minuto dopo aver afferrato la coppa con le orecchie con la divisa neroazzurra.
Comunque, penso che essere vincenti sia anche una questione di mentalità. L’Inter, che vince da anni e che ha vinto tutto, non ce l’ha. Punto. Si arrendesse.
E’ come quei burini arricchiti che becchi sulla spiaggia d’estate: ok, avete i soldi. Ma non avete l’abito mentale per averli con stile.
I’m sorry. Essere vincenti non è da tutti.
Oh, non lo è da me. Figurarsi, io sono una che ha fatto i caroselli forse anche per un derby di Coppa Italia. Però lo dichiaro, cavolo. Io non sono una vincente e se mi capita una vittoria impazzisco di gioia, mi incattivisco in sfottò e perdo la voce.
Dall’altra parte: la sinistra italiana. Gente che lo sa da generazioni che in un Paese di moderati (e, soprattutto, di evasori fiscali), non vincerà mai. Basta. Il sinistrorso non vince e se vince – come pure gli è capitato – o prova subito a rassicurare tutti (Prodi), o ha la faccia comunque triste (Franceschini), o non se ne accorge e manda tutto a puttane (Veltroni).
O non è di sinistra (D’Alema).
Ecco, se nasci perdente non puoi morire vincente.
Nel mezzo, però, ti può capitare di divertirti.
Anna Eva Laertici
I like it. Simone
😉
AEL