… cantavano i Negramaro.
Chi se la ricorda? A me la canzone piaceva.
Romantica.
Come la storia di Francesco.
Francesco era un ragazzo con un potere magico. Faceva fare, con i piedi, quello che voleva alla palla.
Francesco si fece grande e divenne un campione.
Francesco ormai affermato, venne dato per spacciato, finito, tante volte.
Ma Francesco risorgeva sempre.
Francesco fu umiliato, perché un campione non lo si fa entrare a 3 minuti dalla fine. O non entra, o lo fai entrare prima in campo, perché possa dare la sua impronta alla partita.
Farlo giocare soli 3 minuti, in una partita che stai perdendo, è una provocazione.
Ci tenevo a dirlo, perché io ai miei figli racconterò un giorno che l’ho visto giocare.
…che ai miei tempi, bambini, era lui il capitano e nella nostra storia nessuno ha segnato più di lui. Un ragazzo dal cuore d’oro che scelse una maglia e non se la sfilò più, dalla pelle e dal cuore.
Ebbene, io quel genio, quel Michelangelo, quel Mozart, quell’Einstein l’ho visto.
Il minimo che possa fare oggi è dirgli ‘grazie’.
“Mi sfottono per l’accento, per i modi, per qualche parolaccia. Se lo dice Valentino Rossi, col suo dialetto, tutti ridono; se lo dico io, sono un coatto, un ignorante, un burino. Forse dispiace che un giocatore importante stia a Roma e non altrove. Il potere del calcio non è un’esclusiva del Nord, ma la musica è sempre la stessa: noi romani siamo viziati, pigri, prepotenti. La pensino come vogliono, io sono nato romano e romanista. E così morirò.”
(Francesco Totti, Intervista al Corriere della Sera del 29 luglio 2002)
Tua,
Anna Eva Laertici
non solo mi è piaciuto, l’ho pure spalmato qua e là sulle bacheche altrui… Simone
BELLISSIMO!!!
C’è solo un Capitano!!!
L’ho amato, lo amo e lo amerò sempre…
Il suo calcio, il suo cuore, la sua ironia (che comincia la partita???)!!!
Sono d’accordissimo: anche io dirò ai miei figli che il NOSTRO capitano era il più grande! Bel post!
Grazie! Grazie a tutti. In realtà il post è nato da un momento di sconforto: un articolo di giornale che parlava di Totti ‘triste e solo’. Come si fa ad abbinare quegli aggettivi ad uno che nel 2001-2002-2003 poteva andarsene a stravincere palloni d’oro e campionati con la maglia del Real o dello United… e invece se n’è restato dentro al GRA, manco fosse ‘na comparsa dei Cesaroni, a prendere schiaffi e umiliazioni da (per esempio) il Cagliari e da finti giornalisti?
Non sei solo, capità. Ed è bello condividere l’amore che ho per te… con tanti.
Ahò, semo Romani pure noi, e mica c’avemo la memoria corta.
AEL