San Valentino

…non lo odio. Affatto. Ma non lo amo nemmeno.

Semplicemente, non lo capisco.

E’ un giorno assurdo, una festa assurda.

Non mi schiero con chi la trova esecrabile, non sto con chi la celebra.

C’è solo un pensiero che mi spinge a scrivere: è impossibile ignorare San Valentino.

Almeno in un ufficio.
Solo oggi mi avranno chiesto in 600, con voce irritante e maliziosa, ‘ma tu che fai staseraaaa?’.
Se poi non si conosce la tua vita privata, ah, fantastico! Sei una provocazione vivente, sei un oggetto di curiosità che giorni commercialbacioperuginadipendenti come questo evidenziano ancor più. L’unico modo di evitare San Valentino – o ricorrenze affini (festa del papà, della mamma, etc.) – è restare chiusi dentro casa.
La vita sociale ti sottopone a confronti e giudizi.

E a discriminazioni.

Ora, ipotizzatevi single. Ma non single fichi, eh? Così non vale.
Single, nel senso di soli, lasciati da un bastardo, traditi da una stronza.

E ipotizzatevi senza il papà, senza la mamma.

Ok, è lunedì e già la vostra vita non era al massimo, immagino che la lettura di questo post non vi stia dando una notevole spinta sulla strada della felicità.

Però, pensateci: anche questo giorno serve a ricordarvi una condizione nella quale non siete esattamente a vostro agio.

“Alloraaaaa, che fai tu staseraaaaa?”

Oggi abbiamo invitato a casa delle amiche sole. Con storie difficili, o che da poco hanno affrontato la separazione.
E stasera San Valentino lo festeggeremo così, perché io amo anche gli amici.

 

Anna Eva Laertici

 

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