c’è chi toglie una tassa a tornata elettorale proponendo un populismo da interregionale; chi vola alto e si candida per un ballottaggio; chi non scopa, ha l’anima striminzita e canta vincero’ accanto a un imbecille col sigaro in bocca.
E poi ci sono le cose che accadono.
casa di cura Valle Fiorita, presidio sanitario del San Filippo Neri, 115 posti di lavoro a rischio. Una storia che accade, tra tante. I dipendenti, protestano sì in modalità consueta – sul tetto -, ma ci aggiungono le vuvuzela. Mentre sotto la Torrevecchia scivola via, curiosa, indifferente, irritata, attorno a Valle Fiorita il sottofondo è quello di una partita del mondiale sudafricano senza soluzione di continuità.
Rompono i coglioni, è un dato. Cercano di mantenere il lavoro, è un dato. La rottura di coglioni funziona come passaporta da attraversare sino in fondo per capire quello che stanno vivendo e la forza che hanno. Sono ore che stanno lì.
astanteria di uno studio medico, una signora di mezza età, deliziosa, stregata da mio figlio, dolce e pudica. Parlocchiamo di bimbi. Poi la signora si alza, tocca a lei, si muove lenta, incerta, a fatica.
La signora ha la sclerosi a placche. Lo studio medico è al primo piano, c’è l’ascensore ma lei – come gli altri pazienti – non può usarlo. Per farlo bisogna versare la quota al condominio, e “il capoccia” dello studio non lo ha fatto.
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