Un weekend

Ho girato la via che conosco meglio al mondo – è il mio quartiere, è la mia famiglia – ed ho incontrato il passato. Mi sono fermata, ho parlato, ho capito che è davvero il mio passato. Ora devo andare avanti, trovare me. Ci sarà tempo per svoltare in una via che sarà il mio futuro.

Ho capito che questo campionato è finito oggi per me e inneggio all’eutanasia. Ringrazio il Catania per averci staccato la spina. Tanto non ci credevo e di sperare mi sono rotta le palle. Ora, riprendo la mia indegna antisportività ed impegno le mie ultime forze calcistiche nel gridare che siamo tutti friulani.

Ho preso l’acqua in motorino a maggio e ora tremo per il picnic che ho organizzato. D’altra parte il destino è beffardo (vedi incipit del post).

Ho capito da qualche messaggio con l’editore, che l’editore è persona che mi piace.

Ho passato il sabato sera che meritano quelli nella mia condizione. Sapevo che prima o poi mi sarebbe successo. Fa parte del pacchetto “scelta di vita” che ho intrapreso da un po’. In ogni caso, con grande stupore della sottoscritta, sto ancora in piedi.

Ho visto un miliardo di turisti al centro di domenica mattina e li ho invidiati. Io ero in bicicletta, ho bevuto Roma, l’ho divorata, l’ho conquistata metro per metro e mi sono sentita forte. Poi mi sono pure abbronzata un po’ e mi sono sentita quasi un tocco di gnocca.

Infine, ho prenotato un volo ed un hotel.

Anna Eva Laertici

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