Monumento

Nell’album della piccola grande Roma lui e’ un figurone. Argentino, centravanti, Cristo e gol: Abel Balbo.

Dall’Udinese me lo ritrovai, attraverso gli annunci estivi del Corsport, in giallorosso, capelli da coattone e fama e fame da realizzatore.

Che goduria, in quella come in tante Rome, l’obiettivo era la colonna di sinistra della classifica o poco piu’. Ma con lui infilammo anche sette o otto partite consecutive – e i giornali titolavano “Balbomba” -. Con lui, c’era Cafu che scendeva sulla destra e metteva in mezzo (e noi cantavamo… Cafu Cafu…. c’è Balbo che t’aspetta)

Con lui, Carletto in panca e il gemellino del gol Fonseca si vinceva un derby 3-0 ed eravamo tutti eroi.

A Fonseca, ma alla fine un po’ a tutti e due, Teo Teocoli dedico’ anche un’imitazione .. “Io y Balbo”..

Poi il ciao, Parma, Firenze e proprio da li’ il ritorno a Roma, con quel tipo che ci fece vincere lo scudetto 2001.

Oggi, che allenicchia e tifa Roma, leggo che siedera’ con orgoglio sulla panchina dell’Atletico Arezzo, serie D girone E.

Come diceva Ziliani nelle pagelle…

 
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