Stivo, il 2 giugno e una boccia di vermentino

il 2 giugno di 65 anni fa lo ricorda benino, al netto della senilitudine e delle emorroidi che gli annebbiano la vista per il dolore

ricorda la scelta, il doppio voto e la gnocca.

Stivo ricorda bene cosa c’era in ballo, cosa pubblica o corona, un’Italia nuova o i savoiardi. E lui su ‘sta roba c’aveva pochi dubbi. Stivo ricorda pure il doppio voto, perchè andavano votati i costituenti o una cosa del genere, quelli che la costituzione la dovevano fare nuova nuova e ci avrebbero scritto che l’Italia diventava una Repubblica democratica fondata sul lavoro. E poi che la sovranità appartiene al popolo e su questo non c’erano né santi né madonne.

A proposito, lo Stato sarebbe stato laico e la libertà di culto, come quella di culo, d’impresa e d’espressione, garantita.

Stivo se lo ricorda bene sì il 2 giugno di 65 anni fa, anche e soprattutto per la gnocca – perché il 2 giugno del 1946 l’Italia voto’ per la prima volta col suffragio universale e insomma in cabina con la matita e la scheda ci potevi trovare anche qualche bel donnone. 

Insomma dai, una bella data, è per questo che per pranzo ha messo in frigo un vermentino, ha invitato altri due rincoglioniti e s’è messo il gilet. Alla vostra aho, alla nostra.

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