Negli occhi, socchiusi ma vigili.

Con negli occhi una sfilata di famiglie che si amano, nonostante l’amorale comune ed un’ingiusta giurisprudenza che le discrimina.

Con negli occhi un’alba raggiunta in macchina per Roma. Le luci che si spengono, il cielo azzurro. Un’alba non imposta da rare sveglie bastarde per lavoro. Roma, ti amo. Lo sai, ma mi piace ripetertelo.

Con negli occhi il sogno della libertà: nei gesti, nelle parole, nel tasso alcolico da adolescente rinfocolato alle 4 di notte, nei jeans e scarpe da ginnastica che vorrei indossare al matrimonio di G&R, perché “libertà” è l’unica parola che riesco a declinare ora.

Con negli occhi 4 schede elettorali. Adoro le elezioni, il profumo della cabina, le occhiaie degli scrutatori e l’immenso potere di decidere, che mi eccita. Valerio potrebbe ricordarmi che ‘da un grande potere derivano grandi responsabilità’. E io a Valerio, e sulle schede, potrei rispondere “sì, sì, sì, sì”.

 

Anna Eva Laertici

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2 pensieri su “Negli occhi, socchiusi ma vigili.

  1. Grazie, lp, apprezzo lo sforzo.
    Ma le convenzioni sociali non si possono cambiare. Le tradizioni servono anche per soffocare una claustrofoba come me. E nemmeno lo sposo può farci niente. Sopportami così, con i miei sfoghi fuori luogo e fuori-regole…

    AEL

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