eredità

a volte dietro nasconde il classico zio dalle Americhe, che ti traccia un destino che fino al pomeriggio prima neanche immaginavi

normalmente è una pustola fetida, l’eredità, che infetta i già spesso deboli “rapporti familiari”

Soldi, soldi. E poi i soldi. L’interesse mio obliquo al tuo, lui che si aspettava di più, lei che vuole vendere tutto e passare alla casa. I miei ricordi e le tue ragioni, i nostri progetti e i vostri bisogni.

Certo che un conto in banca un po’ più serio… certo che una casa senza affitto o a poco mutuo…

certo che quella casa, che ci fai? E i titoli, non me di’ che so’ bloccati?

Equità, rispetto del defunto e dei contemporanei, serenità di scelta, sapienza di giudizio… palabras, palabras, palabras

perché poi, alla fine, a fare legge e caratterizzare gli umori sottostanti sono i cazzi tuoi. I cazzi, tuoi.

Il testamento-genio sarebbe: “a Tizio x; a Caio y; a Sempronio z. A Simone, per favore, non rompete i coglioni.

Cordialmente,

il dipartito”

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