Il sorriso della mia amica

Conosco un’amica che quando deve parlare di sé dice “conosco un’amica”.

Conosco un’amica fortissima. Però, ecco, si chiede come mai debba sempre essere lei quella forte.

Mi sa che la mia amica deve avere un bel credito con la vita. Ora forse non è nella fase di riscossione, e il suo credito sta aumentando, ma io conosco un’amica che un giorno non dovrà più essere forte e potrà lasciarsi coccolare.

Conosco un’amica che odia la fodera del suo blackberry, le ricorda un tradimento e si fa male a portarla in giro.

Conosco un’amica che si fa male, ma lo fa perché non vuole dimenticare mai l’insegnamento che ha tratto di recente: tutto può cambiare, repentinamente e senza che tu lo voglia, porca puttana.

Conosco un’amica che dice e scrive parolacce, e conosco qualcuno che la sente e la legge… e si ricorda solo le parolacce.

Conosco un’amica che vorrebbe affittarsi ad un dio, uno qualsiasi, magari buono, eh, quelli supervendicatori li lascia agli altri.

La verità è che la mia amica ha proprio bisogno di questo dio, lo vorrebbe ringraziare nei momenti spettacolari della sua vita, e lo vorrebbe implorare negli incendi dei suoi dolori. Poiché finora non è ancora riuscita a credere al trascendente, ha comprato in alternativa un immanente vasetto di Nutella.

Conosco un’amica che piace tantissimo quando sorride.
Ma va? Tutti piacciamo quando sorridiamo, nessuno ci sopporta quando spaliamo la merda. Se non altro per la puzza.

Conosco un’amica che solo poco tempo fa ha scritto “attimo e prospettiva” e so per certo che oggi non ne condividerebbe più una sola parola.

Conosco un’amica che sa fingere. E non pensate sia un difetto. La finzione è una qualità. Ci rende migliori agli occhi degli altri e sopportabili ai nostri.

Io comunque le ho fatto notare che ha buttato l’orgoglio e defenestrato la sua dignità, e ok, una volta ci può stare, però poi non può lamentarsi se le mancano di rispetto. Quando non ragiona è un’idiota, e certe volte mette voglia anche a me di tirarle un calcio nel sedere.

Conosco un’amica che crede nella parola condivisione. Ci crede troppo, però.
In effetti, conosco un’amica che si sta interrogando se finanche la solitudine si può condividere.

 

Conosco un’amica che è uno schiacciasassi. Glielo hanno detto. E lei lo è, davvero. E’ un’amica coraggiosa e leale, anche questo le hanno detto.
Certo, forse, l’ultima volta che l’ho vista era stanca, con lo sguardo un po’ spento.
Però m’ha visto, nello specchio, e m’ha sorriso. Io ho sorriso, allo specchio, nello stesso istante.
Ed ho pensato che lei, ed io, abbiamo proprio un bel sorriso.

 

 

Anna Eva Laertici

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2 pensieri su “Il sorriso della mia amica

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