Cap. 6 – Scrivo

Cap. 1 – Ho paura

La terra che trema sotto il mio equilibrio già precario. Questo Paese trema. In tutti i sensi.

Temo gli uragani coi nomi di donna…

e le donne ammazzate quotidianamente, nel silenzio di tutti.

 

Cap. 2 – Brindo

Brindo al bambino che ho conosciuto e alla mia prima volta da sorella maggiore.

Brindo al mondo che vorrei che tu assaggiassi, consumassi, annusassi.

E al tuo rientro, al tornare, al riabbracciarsi, al reintrufolarsi nella stalla che ti protegge e ti è madre ed amica.

 

Cap. 3 – Lotto

Lotto contro chi è nervoso, risponde male, è ineducato… senza alcun vero motivo.

Lotto contro chi ha rodimenti, stringe i denti, mastica amaro… senza alcun vero motivo.

Lotto contro chi ha perso la capacità di sorridere e si bea della sua continua inarrestabile voglia di lamentarsi. Accanto a chi, in silenzio, ha guai seri e non parla. E si scrolla le spalle dalla polvere del tempo e dalle parole di troppo, si rimbocca le maniche e va avanti.

 

Cap. 4 – Studio

Analizzo la pianta grassa che ho sulla scrivania. Pare che muoia, ma non muore. Pare stia meglio, ma non cresce. Pare sia pianta, ma forse mi osserva.

Studio il dolore e la felicità. Poi li confondo, ci metto sopra un pizzico di cannella e zucchero, li passo nella farina e li friggo. Il dolore e la felicità si mangiano insieme.

Scruto me stessa e non so se mi piaccio; scruto il traffico di Roma e non ne capisco il flusso.

 

Cap. 5 – Ammiro/Invidio

Invidio chi è semplice e ammiro chi ha dovuto fare un percorso per tornare ad esserlo.

Si deve ammirare chiunque abbia la forza di amare. S’invidia – erroneamente – chi è amato.

Personalmente, ammiro chi è sportivo. Ma invidio in maniera dolorosa e viscerale chi non sa nemmeno che oggi inizia la settimana del derby.

 

 

Anna Eva Laertici

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5 pensieri su “Cap. 6 – Scrivo

  1. che il dolore e la felicità si mangino assieme, fritti con un pizzico di cannella, è un segreto che pochi sanno, una cosa che ti consola e ti fa vivere con un sorriso non solo di scherno, ma anche di tenerezza!
    grazie

    1. Il segreto è che il dolore non offuschi i momenti di felicità, ma ne faccia sentire la loro preziosa e rara importanza… e poi, Mario, l’altro segreto è nella cottura degli ingredienti della vita. Mia nonna diceva che anche la suola delle scarpe è buona fritta, quindi… 😉
      Ti abbraccio,
      AEL

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